Il progetto “Teatro Partecipato” ha preso avvio già a partire dal 2007 durante la prima fase attuativa del programma “Con-tatto”, cioè la costruzione della rete territoriale attraverso l’incontro delle amministrazioni presso i relativi comuni. I conduttori del “Teatro Partecipato”, infatti, sono stati presenti alla prima fase della costruzione della rete territoriale agli incontri nei Comuni presentando il progetto insieme a quello della “Professione Genitori”. I due sub-progetti (Professione Genitori e Teatro Partecipato) dunque sono andati avanti parallelamente ed, in itinere, nei momenti di valutazione e nella restituzione finale si sono intrecciati nei contenuti e nel rapporto con le famiglie. A seguito degli incontri descritti sopra, sono stati individuati i referenti per ogni Comune per i gruppi di teatro da istituire nelle figure di insegnanti, volontari, Assessori, funzionari e Associazioni.
Il “Teatro Partecipato” consiste in un’attività espressiva svolta utilizzando la tecnica del Teatro Immagine del pedagogo e regista brasiliano Augusto Boal, metodo che mette al centro della propria ricerca (attraverso la costruzione di immagini corporee) la risoluzione di conflitti tramite il dialogo e la consapevolezza della comunicazione che si attua attraverso la sperimentazione di diversi ruoli, da parte della stessa persona, all’interno di una situazione problematica. L’azione, rivolta a pre-adolescenti e adolescenti dai 10 ai 16 anni, ha l’obiettivo di favorire l’espressione e la comprensione dei bisogni comunicativi dei ragazzi,affrontare situazioni conflittuali presenti fra genitori e figli esplorando nuove soluzioni attraverso la corporeità e la parola.
La struttura degli incontri è in generale la seguente. Il primo incontro è di norma diviso in due parti. Nella prima si mostrano e si attuano esercizi di riscaldamento e soprattutto di fiducia, per creare un clima di sintonia tra i partecipanti che si potevano sentire liberi di esprimersi. Nella seconda parte, invece, si inizia a strutturare la creazione di situazioni di conflitto sul tema del rapporto tra giovani e adulti ed in particolare tra genitori e figli, proponendo di costruire delle statue con il corpo del proprio compagno che esprimessero un disagio vissuto da un giovane coetaneo.
Nel secondo incontro si cominciano a sviluppare una o due idee emerse dalle statue iniziali, chiedendo ai ragazzi di costruire “statue collettive” ossia situazioni con più personaggi al fine di esplicitare una vicenda da drammatizzare. Nella fase successiva si chiede di sviluppare la situazione nel tempo, precisando cosa avesse scatenato la situazione di conflitto creata e quali le conseguenze. In questo modo si riesce a passare all’animazione dei personaggi fissi con azioni e dialoghi.
Negli incontri successivi si prosegue ad approfondire il tema emerso dalla situazione creata, analizzando i personaggi e le loro motivazioni, creando un legame con la propria realtà e andando a cercare ogni tipo di soluzione non violenta che si poteva immaginare, il tutto provato con l’improvvisazione teatrale, dove sono state messe in gioco la spontaneità e l’intelligenza di ognuno.